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Dinamiche di branco

I cavalli che vivono in natura, senza supporto da parte dell’uomo, sono raggruppati in piccoli gruppi, definiti “branco”, costituiti da non più di 10-12 cavalli, non vivono in un territorio ben definito perché sono animali “nomadi”, arrivano a percorrere molti km al giorno alla ricerca costante di risorse d’acqua e pascoli buoni.

La grandezza del branco è importante per la sopravvivenza dello stesso, piccolo compatto e unito.

Esiste una vera e propria gerarchia al suo interno: lo stallone, 4-5 femmine e i loro puledri, più il branco degli scapoli ( puledri al di sopra dei due anni) che si muove come un satellite attorno al principale.

Lo stallone oltre a ricoprire il ruolo di riproduttore, assolve anche la funzione di protezione nei confronti del suo harem, posizionandosi tra l’eventuale predatore o un probabile corteggiatore che quindi potrebbe depredare il suo harem, e le sue cavalle. Questo tipico atteggiamento si chiama “Herding”, il maschio intero si mette alle spalle delle femmine, con il collo proteso in avanti, la testa molto bassa verso la terra, scuote l’incollatura, tiene le orecchie schiacciate all’indietro e si muove continuamente, obbligando il resto del gruppo ad allontanarsi. Stesso comportamento protettivo lo hanno anche le femmine per difendere i loro puledri da intrusi non graditi, che possono essere anche membri dello stesso gruppo o predatori come lupi. Da notare come questa forte collaborazione di un branco renda i cavalli animali a basso impatto predatorio.

Da sfatare il mito che lo stallone è aggressivo, pericoloso e ingestibile, inserito in dinamiche sociali adeguati alla sua natura, si rivela estremamente tranquillo e socievole, capace di atti di tenerezza nei confronti dei suoi simili.

Il ruolo principale delle femmine è di allevare i puledri, sorvegliarli e giocare con loro, ma non solo, è proprio attorno ad esse che si sviluppa la gerarchia. Da rivedere l’idea della cavalla “alfa o dominante”, è errato pensare che in natura i cavalli vivano dinamiche sociali rigide, al contrario i ruoli sono flessibili a seconda della situazione vissuta al momento.

Per esempio, in un territorio già conosciuto è la cavalla anziana ad avere più esperienza nell’agire, mentre nell’esplorazione di nuovi territori sono quelle più giovani ad avere l’energia a spingersi oltre, un altro esempio ancora è che nel caso di assenza dello stallone, è la cavalla più forte a difendere il branco e ad allontanarlo dal pericolo.

Una banda, un unico elemento, che si muove in perfetta sintonia con ciò che lo circonda, capace di affrontare e superare gli ostacoli che la natura presenta, animali liberi dentro e fuori, con livelli di comunicazione inimmaginabili, un linguaggio del corpo da apprezzare e capire a fondo, come le grattatine che si danno reciprocamente, ma dove? E come? Parleremo anche di questo, delle relazioni sociali all’interno del branco.

Vi lascio con un semplice pensiero “ Lascia che il cavallo sia cavallo”.

Alessia

DINAMICHE DI BRANCO

I cavalli che vivono in natura, senza supporto da parte dell’uomo, sono raggruppati in piccoli gruppi, definiti “branco”, costituiti da non più di 10-12 cavalli, non vivono in un territorio ben definito perché sono animali “nomadi”, arrivano a percorrere molti km al giorno alla ricerca costante di risorse d’acqua e pascoli buoni.

La grandezza del branco è importante per la sopravvivenza dello stesso, piccolo compatto e unito.

Esiste una vera e propria gerarchia al suo interno: lo stallone, 4-5 femmine e i loro puledri, più il branco degli scapoli ( puledri al di sopra dei due anni) che si muove come un satellite attorno al principale.

Lo stallone oltre a ricoprire il ruolo di riproduttore, assolve anche la funzione di protezione nei confronti del suo harem, posizionandosi tra l’eventuale predatore o un probabile corteggiatore che quindi potrebbe depredare il suo harem, e le sue cavalle. Questo tipico atteggiamento si chiama “Herding”, il maschio intero si mette alle spalle delle femmine, con il collo proteso in avanti, la testa molto bassa verso la terra, scuote l’incollatura, tiene le orecchie schiacciate all’indietro e si muove continuamente, obbligando il resto del gruppo ad allontanarsi. Stesso comportamento protettivo lo hanno anche le femmine per difendere i loro puledri da intrusi non graditi, che possono essere anche membri dello stesso gruppo o predatori come lupi. Da notare come questa forte collaborazione di un branco renda i cavalli animali a basso impatto predatorio.

Da sfatare il mito che lo stallone è aggressivo, pericoloso e ingestibile, inserito in dinamiche sociali adeguati alla sua natura, si rivela estremamente tranquillo e socievole, capace di atti di tenerezza nei confronti dei suoi simili.

Il ruolo principale delle femmine è di allevare i puledri, sorvegliarli e giocare con loro, ma non solo, è proprio attorno ad esse che si sviluppa la gerarchia. Da rivedere l’idea della cavalla “alfa o dominante”, è errato pensare che in natura i cavalli vivano dinamiche sociali rigide, al contrario i ruoli sono flessibili a seconda della situazione vissuta al momento.

Per esempio, in un territorio già conosciuto è la cavalla anziana ad avere più esperienza nell’agire, mentre nell’esplorazione di nuovi territori sono quelle più giovani ad avere l’energia a spingersi oltre, un altro esempio ancora è che nel caso di assenza dello stallone, è la cavalla più forte a difendere il branco e ad allontanarlo dal pericolo.

Una banda, un unico elemento, che si muove in perfetta sintonia con ciò che lo circonda, capace di affrontare e superare gli ostacoli che la natura presenta, animali liberi dentro e fuori, con livelli di comunicazione inimmaginabili, un linguaggio del corpo da apprezzare e capire a fondo, come le grattatine che si danno reciprocamente, ma dove? E come? Parleremo anche di questo, delle relazioni sociali all’interno del branco.

Vi lascio con un semplice pensiero “ Lascia che il cavallo sia cavallo”.

Grooming

ZOANTROPOLOGIA APPLICATA

 

ZOOANTROPOLOGIA APPLICATA

CRESCITA PERSONALE MEDIATA DAL CAVALLO APPLICATA ALLA ZOOANTROPOLOGIA DIDATTICA

PROGETTO

ALFA EQUI LIFE COACHING”

ESPERIENZE SENSORIALI

Che cosa percepisci attorno a te?

Che sensazione hai provato nel divenire un unico elemento con ciò che ti circonda?

Ti sei reso conto del tempo che passava?

Ti sei sentito dentro al paesaggio?

percezione di sé stessi e di ciò che ci circonda attraverso la referenza animale

 

SUONI SPAZI FORME SUSSURRI

La magnificenza delle esperienze sensoriali consente di prendere coscienza dell’importanza dell’esplorazione percettiva e a rielaborare la realtà attraverso i sensi.

 

 

ESPEIRENZE AFFETTIVO-EMOZIONALE

Come ti senti vicino al cavallo?

Cosa vorresti fare insieme a lui?

Che cosa provi a camminare al suo fianco?

Ti senti felice nell’aver conquistato la sua fiducia?

Prendersi cura dell’animale rafforzando i processi di attaccamento

SENTIRSI CAPACI

Il fare con lui, sviluppa capacità come la cura, la responsabilità, la dedizione, l’accuratezza, l’altruismo, l’empatia, l’organizzazione, suscitando emozioni di forte impatto sulla crescita personale.

 

ESPERIENZA COGNITIVA

Come pensi di superare quell’ostacolo?

Senti di poter essere te stesso?

Hai voglia di lasciarti andare?

Riesci a cogliere i particolari oltre l’apparenza?

ESPLORAZIONE

Sviluppare la curiosità del territorio circostante con il supporto della referenza animale, superando paura, diffidenza e intolleranza della diversità e dell’incognito.

L’esplorazione del territorio sviluppando le capacità conoscitive con curiosità senza temere ciò che non si conosce

 

ESPERIENZA RELAZIONALE

Perché senti il bisogno di competere con gli altri?

Quali comportamenti altrui ti infastidiscono?

Come pensi che i cavalli percepiscano la tua vicinanza?

Vuoi provare a essere, fare, stare con loro per conoscerti meglio?

SOCIALIZZAZIONE

Osservare per capire le relazioni sociali del cavallo all’interno del branco e valutare come noi ci poniamo verso i nostri simili, ponendoci domande specifiche al fine di migliorare il nostro rapporto con l’ambiente circostante.

 

 

OBBIETTIVI

Migliorare i rapporti umani e il nostro guardare la natura, come suoi elementi essenziali.

Recupero della vita rurale come strumento fondamentale della crescita del bambino e della riscoperta per l’adulto.

Percepire diversamente dettagli e sensazioni.

Scoprire e riscoprire le nostre capacità nascoste con l’aiuto della referenza animale.

Poche parole

PASSIONE FORZA CORAGGIO UMILTA’ COSTANZA

La PASSIONE è ciò che possiede il tuo cuore, cammina con te, è quello a cui pensi al mattino appena sveglio

La FORZA è ciò che ti fa rialzare ogni volta che ti pieghi, che cadi in ginocchio, è ciò che ti fa andare avanti a testa alta, diritto per la tua strada

Il CORAGGIO è ciò che ti fa affrontare gli ostacoli di ogni giorno, è ciò che ti aiuta a capire il mondo

L’UMILTA’ è ciò che ti insegna a chiedere, ad ascoltare, a stare in silenzio nell’ombra

La COSTANZA è quella goccia continua, che non sempre cade nello stesso punto e con lo stesso ritmo ma cade, senza mai fermarsi. E’ come un torrente di montagna che scorre impetuoso, facendosi strada fra i sassi, solo ogni tanto curva, e sempre avanti, senza nemmeno sapere che il tempo esiste………..
anche sotto la neve e il ghiaccio, la pioggia e il sole, la luna e le stelle, è ciò che più ti lega alla passione.

Qui ed ora

Impariamo da Madre Natura a vivere l’esperienza nel momento stesso in cui accade, troppo spesso siamo proiettati nel futuro, a guardare le lancette dell’orologio che girano e perdiamo il presente.

La farfalla non sa di vivere un solo giorno, la sua concezione del tempo non è come la nostra, per lei è una vita intera e la vive completamente.

Mi capita spesso di spiegare ai bambini che i cavalli non sanno che giorno è oggi, o che non vanno a dormire la sera, loro fanno ciò che sentono in quel momento, mangiano se hanno fame, riposano se ne sentono il bisogno, giocano e corrono, e seguono ritmi dettati dall’universo, sentono pioggia e neve in anticipo, il cambio delle stagioni e si preparano.

Proviamo, almeno ogni tanto, a vivere così, come una farfalla in volo costante ma felice e libera, o come i cavalli, in perfetta armonia con sé stessi e il territorio circostante.

Ogni tanto, quando ci è possibile, un dono per noi stessi.

Buona domenica a tutti voi!