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Halloween o Samhain?

Esperienza teatrale

Halloween o Samhain? Alla riscoperta del mito e dei nostri antenati.

Halloween è una rivisitazione di un’antica festività di origine celtica, Samhain, celebrata la sera del 31 ottobre, e che oggi ha assunto le forme con cui la festeggiamo: maschere e dolcetti. In antichità era però un passaggio importante dell’anno celebrato con grande rispetto della Natura e degli Antenati.

Quest’anno ci prepareremo a festeggiare Halloween/ Samhain con un laboratorio teatrale e sperimentale in 5 incontri lasciandoci ispirare dal mito di Epona, la dea celtica dei cavalli.

Per partecipare basta avere voglia di farsi contaminare, giocare con la propria immaginazione e lasciarsi portare dal mito. Il laboratorio è aperto a tutti: adulti e bambini di età superiore ai 13 anni.

Alla fine del percorso, il pomeriggio del 31 ottobre verrà realizzata una restituzione del lavoro aperta al pubblico e a quanti voglio concedersi un pomeriggio di magia.

Date ciclo 5 incontri di formazione:

Sabato 29 settembre orario 14.30 – 17.30

Sabato 6 ottobre orario 14.30 – 17.30

Sabato 13 ottobre orario 14.30 – 17.30

Sabato 20 ottobre orario 14.30 – 17.30

Sabato 27 ottobre orario 14.30 – 17.30

Quota di partecipazione 90,00 euro

L’importanza di Samhain

Tradizionalmente i Celti dividevano l’anno in due parti: l’inverno detto geimhredh (il cui inizio o capodanno era segnato dalla festa di Samhain) e l’estate, detta samradh (di cui l’inizio era segnato da Beltane). I Celti erano influenzati principalmente dai cicli lunari e delle stelle che segnavano lo scorrere dell’anno agricolo, che iniziava appunto con Samhain (in novembre), alla fine dei raccolti, quando il terreno veniva preparato per l’inverno.

In questa dimensione circolare-ciclica del tempo Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all’anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento, il velo che divideva la terra dei vivi con quella degli antenati si assottigliava, e i due regni potevano comunicare.

Prepariamoci ad Halloween /Samhain

Incontro per adulti e bambini (di età superiore ai 7 anni) per realizzare la propria lanterna per camminare nel bosco e il proprio amuleto magico per varcare protetti le porte del mistero e comunicare con gli antenati il giorno in cui andremo a festeggiare Samhain tutti insieme nella bella cornice dell’Enrosadira Horse Park.

Date 27 ottobre e 31 ottobre

Il 27 ottobre vuole essere un laboratorio pre Halloween, per preparare la lanterna, il sacchetto per i dolcetti e un amuleto al di fuori del comune, divertirsi insieme ad allestire il fienile!

Il 31 ottobre si festeggia la festa con la possibilità di assistere ad un vero e proprio spettacolo teatrale!

Quota per entrambre le date 30,00 euro

Quota per una data 20,00

A cura di Visal

L’isola che non c’è

L’ Isola che non c’è.

 

Salpo con in saccoccia fretta, ansia, desiderio, aspettative e voglia di scappare dalla quotidianità, pronta a inseguire un’ideale di perfezione: meta l’Isola che non c’è. Ritorniamo a montare a cavallo!

Navigo alla spasmodica ricerca di stimoli, della felicità, del nuovo, paura di arenarsi nel quotidiano. Certo allettante e ricco di promesse e adrenalina ma altrettanto dispersivo e deteriorante, io cambio rotta!

Traccio nuove coordinate, si lavora da terra e inizio un gioco di trasformismo: cosa potrebbe succedere se, invece, provassi a pormi dal punto di vista di un cavallo? Se lasciassi emergere il cavallo che c’è in me?

 

Stupore!

 

Inizio a sperimentare cosa significa essere nell’esperienza con tutto il corpo, abbandonare per qualche istante l’ossessiva ricerca della mente di processare gli accadimenti e lasciare spazio alla curiosità nel piacere di riscoperta del quotidiano e di quello che mi sta attorno.

Primo requisito: la lentezza. Poi attenzione al dettaglio, comprensione del contesto, non dare mai nulla di scontato. E si procede passo dopo passo.

Spesso cammino a piedi nudi e ieri in una delle tante passeggiate nel pascolo dell’Enrosadira Horse Park alla ricerca di muschi, foglie, fiori, pigne e licheni per preparare una mia piccola wunderkammer elfica incontro Elska – la dolce cavalla bianca schiva che in questi mesi ho imparato a conoscere senza mai avvicinarmi troppo perché ha dimostrato di non aver piacere di un contatto con me o altri essere umani – , mi guarda dall’alto di una roccia.

Proseguo in direzione del bosco dove so di trovare delle pigne che mi servono attenta a scegliere bene dove mettere i piedi perché c’è fango, si scivola e ci sono dei sassetti fastidiosi che fanno un poco male ai piedi. Intanto una poiana sta volteggiando in cielo. Gli uccellini cinguettano e da lontano giunge il rumore delle macchine sulla strada. Elska incuriosita da qualcosa scende dal masso mi oltrepassa e si mette a brucare poco distante. Ci possiamo percepire ma ogni una sta vivendo il proprio spazio e tempo, eppure siamo insieme.

 

Incredibile che gioia!

 

Finito di raccogliere quello che mi serve prendo la via del ritorno facendo sempre attenzione ai miei passi e guardandomi intorno felice di respirare l’aria fresca. Sto facendo un inspiro a pieni polmoni e sento uno scalpiccio alle mie spalle, mi volto: Elska che mi ha raggiunta. Delicatamente con il muso si appoggia al mio braccio, mi annusa, si gratta. Il contatto è caldo e intenso tanto che mi cadono gli oggetti che avevo raccolto che diventano subito per Elska una cosa da esplorare e mangiare visto che avevo racconto fiori di trifoglio. Sorrido, raccolgo quello che è sopravvissuto all’esplorazione di Elska con lei che mi guarda e mi allontano verso il fienile raccogliendo dal prato nuovi fiori.

Gli attimi di magia e incanto sono brevi ma davvero ricchi, coinvolgenti di tutto l’essere e intensi da lasciarmi estasiata. Un dettaglio forse ai più scontato, così sfuggevole e pregno di significato che coglierlo mi sarebbe stato impossibile se fossi stata ancora alla ricerca dell’Isola che non c’è.

 

 

Ciascun essere vivente è distinto e diverso.

Ma se solleviamo il velo della diversità, noi vediamo l’unità di tutti gli esseri.

(da Shvetashvatara Upanishad)

 

Visal